1965
1966
1967
1973

Papa Paolo VI chiede al mondo di aiutare l' India in  seguito alla grave carestia.

È il 9 febbraio 1965:   il Papa rivolge un messaggio  al mondo perché soccorra  l'India colpita da una gravissima  carestia. I morti per  denutrizione, specie bambini, non si contano.  In Ticino è Padre Orfeo Mantovani (sdb) a portare la propria tragica  testimonianza.

Toccati dalla tragedia  della fame indiana i ticinesi sentono in dovere di aiutare. Padre Mantovani era stato  a Lugano il 26 agosto 1966, nel corso di una conferenza durante la quale testimoniava la miseria con cui era confrontato quotidianamente a Madras, dov'era missionario,  aveva tristemente  affermato:

 "7 franchi al mese basterebbero per nutrire e guarire un lebbroso!" Le sue parole si incontrano con la sensibilità dei ticinesi e In trenta giorni vengono raccolti in Ticino 12,5 tonnellate di viveri, medicinali e vestiti che vengono  spediti via mare in India. La generosità è commovente. In seguito partirà un aereo della Balair carico di soccorsi, con équipe medica e un gruppo di giornalisti. E' il primo impatto con la più grande miseria del mondo, l'incontro decisivo che farà nascere gli AMICI DI PADRE MANTOVANI.

Loingrin Filippello con Enrico Morresi e Padre K.M.Joseph

 Subito dopo la  scomparsa di Padre Mandovani  gli succede un dinamico salesiano olandese, Padre FRANCESCO SCHLOOZ .  Si fa subito amare perché ha il medesimo cuore, esperienza e slancio irrefrenabile nel donarsi. Le opere iniziate da P.Mantovani fioriscono. Nel Centro Beatitudini e nel Giardino di Papa Giovanni si avviano nuove attività : nido d'infanzia per 80 bambini, ospizio per ammalati e moribondi con 90 letti, un nuovo ospedale in muratura per i lebbrosi, soccorso e alloggio per 25'000 profughi birmani, distribuzione giornaliera di latte a 2'000 bambini e di cibo a 5'000 lebbrosi, malati, senza tetto, disoccupati. Nascono così una scuola diurna elementare per 1'000 alunni,una scuola serale a domicilio per 1'500 bambini degli slum, una scuola artigianale per minorati, una di cucito per 100 ragazze e inoltre:  scuole di dattilografia, falegnameria, officina meccanica, scuola guida e riparazione per veicoli a motore, tipografia. Si dà inizio anche una nuova azienda agricola.

L'ASSOCIAZIONE AMICI DI PADRE MANTOVANI

Nel 1973, viene costituita ufficialmente  L'ASSOCIAZIONE AMICI DI PADRE MANTOVANI con i relativi statuti e la sede per il segretariato. Il lavoro e svolto a titolo totalmente gratuito. Tutte le entrate partono per l'India a soccorso dei più poveri.

Nel 1980 viste le sue grandi capacità di realizzare iniziative per rimediare ai mali endemici dell'India, Padre Francesco viene mandato a POLUR, dove, dal nulla e in due anni, fa sorgere pozzi, case, scuole e dà assistenza spirituale, sociale, medica, tecnica e professionale, per una zona comprendenti 120'000 intoccabili, di 41 villaggi. Aolur Padre Francesco trova la MISERIA : una realtà che questo missionario nemmeno pensava potesse esistere. Cura particolare del Padre è di assistere i numerosissimi lebbrosi che muoio nei villaggi vicini e che invocano aiuto

I VOLONTARI
Dal Ticino, dove si segue l'opera di Padre Mantovani, vi sono volontari che decidono di mettere mano personalmente all'aiuto ai poveri, vivendo fra loro e come loro nei nostri Centri per un certo periodo.

Prima fra tutti GIANNA BERNASCONI di RIVA SAN VITALE.

 

GIOVANNI  e Agnese CANSANI di LUGANO

Hanno passato i loro primi tre anni di vita coniugale a Kelambakkam, nei pressi di Madras. Qui, forte della sua esperienza di due anni di volontariato nel Tchad, Giovanni, col prezioso sostegno della moglie ha dato vita alla Ticino Farm, un progetto agricolo  risultato tra i più positivi efficienti e ancora oggi funzionante in modo autonomo. In tre anni Giovanni e Agnese hanno stretto legami forti con la popolazione di Kelambakkam, legami che ancora oggi, Giovanni mantiene saldi con visite frequenti ai suoi amici Indiani che ancora aiuta in modo diretto e personale che mai dimenticheranno il suo operato.

La nostra opera di aiuto  si basa su una programmazione che tocca in profondità i reali problemi esistenziali. Sono difficoltà create da un circolo vizioso di circostanze avverse e ricorrenti (clima, fame, carestie, epidemie, malattie croniche, monsoni, incomprensioni sociali) che, da secoli, rendono l'indigeno impotente alla lotta. Il nostro non vuole essere un aiuto che si riduce al semplice gesto caritativo, ma un iniziazione a sistemi razionali di lavoro capaci di creare le infrastrutture indispensabili all'autosufficienza Per la realizzazione di questo programma che, per essere valido, intende proiettare nel domani il nostro aiuto di oggi, occorre dare alla popolazione indiana istruzione ed un complesso di attrezzature che domandano anche un ingente apporto economico.

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