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PRESA DI POSIZIONE DELL'ASSOCIAZIONE SULLA RISTRUTTURAZIONE DEL MUSEO DEI FOSSILI DI MERIDE IN MUSEO E VISITOR CENTER DEL MONTE SAN GIORGIO
A seguito della pubblicazione della domanda di costruzione, l'associazione ha inviato le seguenti osservazioni al Consiglio di Stato:
Esse sono state riprese dai quotidiani, che riportavano anche i commenti del sindaco di Meride, in merito ai quali si è resa necessaria una replica:
È nelle librerie
STORIA DI UN CAMOSCIO di Plinio Martini disegni di Tita Carloni
Il libro si può anche ordinare andando sul sito www.camoscio-mg.ch
Nell'ambito della consultazione del nuovo Piano direttore cantonale, la nostra Associazione ha inviato al Consiglio di Stato le seguenti osservazioni su e
LETTERA A BORRADORI SULLA CACCIA AL CERVO Pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata all'On. Borradori decisa in comune con l'Associazione degli amici dei camosci del Monte Generoso, Pro Natura Ticino e WWF della Svizzera italiana. La lettera si è resa necessaria a seguito della campagna manifestatasi nelle ultime settimane in TV, sui giornali e in parlamento (interrogazione Righinetti) tendente a dare ulteriore spazio all'attività dei cacciatori, specialmente nel campo della caccia al cervo nel nostro Cantone. Lo spirito è sempre quello di battersi affinché i problemi che ci interessano vengano affrontati dall'ottica della protezione della fauna e della biodiversità e non da quella della caccia come legittimo diritto di "prelievo" e quindi di rapina della natura.
SALVIAMO LA VAL D’AMBRA Coloro che hanno partecipato alla gita di domenica 27 aprile 2008 in Val d’Ambra sono rimasti colpiti ed ammirati dalla bellezza primordiale e dalla ricchezza naturale di quella valle alpina. È uno scrigno che racchiude grandi tesori di rocce, acque, piante, fiori, animali e che merita di rimanere intatto in ogni suo particolare. Il nuovo Piano direttore cantonale prevede l’annullamento della zona di protezione del paesaggio che oggi protegge la Val d’Ambra. Ed è prevista una nuova diga devastante. Il dottor Davide Pusterla di Mendrisio si è fatto promotore della petizione per la protezione della valle, che, supportata da 5'000 firme, è stata indirizzata al Consiglio di Stato il 18 aprile 2008. Di seguito pubblichiamo la lettera.
Per maggiori informazioni visitate il sito www.valdambra.ch
Gentili Consigliere di Stato, in qualità di promotore unico, sulla base delle motivazioni che adduco e a nome dei 5'000 firmatari della petizione intitolata: “Per la salvaguardia della Val d’Ambra”, chiedo che il dato attuale di zona naturale protetta della Val d’Ambra venga riconfermato e acquisito anche nel nuovo Piano direttore cantonale. Motivazioni È importante sottolineare che il grado di conservazione della biodiversità è oggi considerato un indice determinante nella valutazione del grado di sostenibilità dello sviluppo territoriale di un paese o di una regione e che la tutela di cui gode la Val d’Ambra, permettendo la conservazione qualitativa e quantitativa della sua diversità biologica, ad esempio dei boschi di castagni secolari o dell’imponente forra umida scavata dal fiume Rierna nel corso dei millenni (un elemento geologico di indiscutibile interesse), garantisce il rispetto degli scopi e dei principi della Legge federale sulla pianificazione del territorio (RS 700, in particolare gli articoli 1,3,6 e 17) e della Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (RS 451, in particolare l’articolo 18) e soddisfa il principio pianificatorio fondamentale dell’uso parsimonioso del suolo. È quindi evidente, che qualsiasi mutamento del Piano direttore che non consideri il valore intrinseco e incalcolabile della Val d’Ambra, oltre a non aver una valida ragion d’essere, poiché nel corso degli anni non c’è stato alcun cambiamento delle circostanze che lo giustificherebbe, apparirebbe contraddittorio e insostenibile. Da ultimo, facendomi portavoce di tutti i firmatari, ritengo doveroso affrancare la petizione da qualsiasi significato non puramente ambientalista o protezionistico. Il soggetto è la salvaguardia della Natura e il principale motivo del suo successo è la semplicità lineare della richiesta: in ultima analisi, le uniche possibili risposte sono il sì, oppure il no. Con stima Medico
veterinario
INIZIATIVA "PER UN MEDRISIOTTO SENZA CACCIA" Il 4 dicembre 2007 il Gran Consiglio ha votato a grandissima maggioranza la modifica della legge cantonale sulla caccia che istituisce : 1. Il divieto di caccia
al camoscio a sud del Ponte diga di Melide Queste misure sono dunque entrate a far parte della legge in materia. L’assemblea congiunta dell’Associazione degli amici dei camosci del Monte Generoso e dell'Associazione Amici del Parco della Montagna con 41 voti contro 3 ha autorizzato i promotori dell’iniziativa a ritirarla in considerazione dei risultati concreti ottenuti che, anche se non rappresentano il divieto completo di tutta la caccia nel Mendrisiotto, costituiscono un importante passo in avanti verso una gestione dell’ambiente che tenga conto delle esigenze di protezione della natura e che, in particolare, sia rispettosa degli animali selvatici e dei loro habitat. In conseguenza di quanto esposto sopra l’iniziativa è stata ritirata il 17 dicembre scorso, nei termini di legge.
Ecco il testo
della nuova legge: Pianificazione della caccia Art 4 (nuovo, abroga l’esistente) 1. Il Consiglio di Stato pianifica la caccia con criteri scientifici, tenendo conto delle esigenze di protezione dell'ambiente, della natura in particolare, ed avendo riguardo al mantenimento di una fauna adeguata ai biotopi e strutturata in naturale equilibrio.
2. Esso considera in particolare la diversa natura biologica e geomorfologica delle varie regioni, il loro grado di urbanizzazione, l'importanza dei siti di alto valore naturalistico, le esigenze dell'economia agricola e forestale, la biologia della fauna ed i censimenti periodici delle specie.
Capitolo III Protezione a) delle specie; Art. 22 1Oltre alle specie indicate dalla Legge federale sulla caccia sono protetti: la gazza (Pica pica), la moretta grigia, la moretta tabaccata, la moretta codona, la moretta dal collare, l’edredone, l’orchetto marino, l’orco marino, il quattrocchi. (esistente)
b) degli spazi vitali: 2Le Autorità incaricate di compiti pianificatori e le Regioni tengono conto, nell’ambito della formulazione dei piani e dei programmi di sviluppo, di garantire un’adeguata protezione e il ricupero degli spazi vitali dei mammiferi e degli uccelli viventi allo stato selvatico. (esistente)
c) del camoscio: La caccia al camoscio è vietata nel distretto di Mendrisio, nel Circolo del Ceresio e sul Monte Caprino in territorio del comune di Lugano. (nuovo)
d) del cervo: La caccia al cervo è vietata nei comuni di Arzo, Besazio, Brusino Arsizio, Meride, Riva San Vitale e Tremona. (nuovo)
Commissione per la protezione della fauna Art 38 cpv 2 (nuovo) Per la pianificazione della caccia ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 e cpv. 2, il Consiglio di Stato nomina per il Mendrisiotto, il Circolo del Ceresio ed il Monte Caprino in territorio del comune di Lugano una Commissione consultiva per la protezione della fauna composta da esperti.
* * * * * INIZIATIVA "PER UN MEDRISIOTTO SENZA CACCIA" L’ASSEMBLEA CONGIUNTA DEL 30 NOVEMBRE 2007 ha votato la seguente RISOLUZIONE Le nostre due associazioni, riunite in assemblea
congiunta il 30 novembre 2007, hanno preso atto delle conclusioni del
rapporto che la Commissione della legislazione ha sottoposto al Gran
Consiglio, quale soluzione parziale dei problemi sollevati con l’iniziativa
popolare “Per un Mendrisiotto senza caccia”. * * * * * VENERDÌ 30 NOVEMBRE
2007
ASSOCIAZIONE AMICI DEL PARCO DELLA
MONTAGNA ODG: INIZIATIVA "PER UN MEDRISIOTTO SENZA CACCIA"
Per un Mendrisiotto senza caccia RESOCONTO DELL’INCONTRO ALL’ALPE DI BRUSINO Domenica 16 settembre all’Alpe di Brusino, sul Monte San Giorgio, gli Amici dei Camosci del Monte Generoso e gli Amici del Parco della Montagna si sono riuniti, come ormai ogni anno durante il periodo di caccia, per sostenere l’iniziativa popolare "Per un Mendrisiotto senza caccia". Grazie a queste mobilitazioni anche quest’anno il governo ha rinnovato la moratoria della caccia al camoscio sul Monte Generoso. Più di sessanta persone hanno partecipato alle quattro escursioni sui bei sentieri del San Giorgio e hanno pranzato convivialmente al grotto dell’Alpe. Tita Carloni e Eugenio Zippilli hanno illustrato gli ultimi sviluppi sull’iniziativa, informando che la Commissione della legislazione del Gran Consiglio li ha convocati per il prossimo 3 ottobre, allo scopo di conoscere l’opinione degli iniziativisti sulle due bozze di rapporto redatte l’una da Moreno Colombo e Rodolfo Pantani e l’altra da Alex Pedrazzini. Possiamo già sin d’ora dire, con il supporto degli amici presenti all’Alpe, che nessuno delle due soddisfa le nostre richieste minime. Così rimanendo le cose, si andrà a votare. Ciò che auspichiamo è che i tempi non si allunghino ulteriormente e che il Gran Consiglio si pronunci al più presto, visto che è già stato superato il termine di due anni posto dalla Costituzione cantonale perché il parlamento si pronunci su un’iniziativa legislativa popolare. Contiamo sempre sul vostro sostegno!
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